Viaggi e vacanze, il grande ritorno

Il turismo nel BelPaese riprende il volo, con previsioni 2023 superiori al periodo pre-emergenziale
In un momento economico non sempre chiaro nelle tendenze e negli andamenti, fra inflazione galoppante, tassi di interesse in continuo aumento da mesi, focus sui beni rifugio (le quotazioni dell’oro sono alle stelle), frenata dei bonus nel settore edilizio e nell’indotto, i consumi indirizzati a viaggi e benessere volano e non conoscono crisi.
 
L’estate 2023 dopo un triennio è finalmente percepita come un periodo senza paura, in cui possiamo tornare a vivere fra mete tradizionali e nuove esperienze, ed accogliere i numerosissimi appassionati del BelPaese.
 
Booking, uno dei principali portali di settore, ha analizzato le previsioni e i trend dell’anno in tema di vacanze. Il primo dato indica che il 73% degli intervistati si dichiara più ottimista rispetto al 2022 (anno in cui permanevano restrizioni in alcuni Paesi, duramente colpiti dalla pandemia) e sostiene che vale davvero la pena dedicare una quota parte del proprio paniere di spesa ai viaggi, ritenuti nel 2023 una vera priorità; l’88% auspica una “vacanza nostalgica”, l’80% punta a una “vacanza sostenibile” e rispettosa dell’ambiente e della natura; c’è chi desidera finalmente uscire della propria zona di comfort, avviare percorsi creativi e distanziarsi dalla routine della quotidianità.
 
Qualche professionista individua mete ove siano disponibili connessioni e postazioni, ma il 55% di vacanzieri desidera trascorrere le ferie lontano dalla tecnologia; l’esigenza di disconnessione e l’uso consapevole di web e social rappresentano dunque un lusso che garantisce da un lato autentico relax nel periodo estivo, dall’altro maggiore produttività al rientro.
 
Il business digitale è fondamentale anche per i ragazzi, abituati a dialogare h24 tramite la tecnologia. Per loro sono disponibili camp estivi immersi nel verde, fra sport, gioco e nuova convivialità.
 
Le previsioni del comparto turistico sono rosee anche dal punto di vista della ripresa del business: si proiettano numeri superiori a quelli pre-pandemici del 2019, anno record per il settore con 436 milioni di notti trascorse (+1,8% vs il 2018) e 131 milioni di turisti (+2,6% vs 2018).
 
Il turismo straniero è piuttosto fedele al Belpaese (1 turista estero su 5 ha frequentato l’Italia 3 volte in 5 anni), attirato da clima e mare (Sardegna, Puglia e Sicilia in primis), dall’enogastronomia, dai percorsi storici e culturali nelle città d’arte, dai borghi e dalla natura.
 
Un buon impulso lo ha dato nel 2023 il calendario, quasi a compensare le perdite degli anni precedenti: numerosi sono stati i “ponti” primaverili, che hanno visto affollatissime proprio le città d’arte, prime fra tutte la Capitale e poi Venezia, Milano, Firenze, Verona nonché i centri minori.
 
La particolare nicchia dei nostri beni di lusso rimane in testa ai desiderata dei visitatori esteri: un’indagine Enit (Agenzia Nazionale del Turismo) conferma l’apprezzamento verso lo stile di vita italiano, i prodotti e le esperienze di alta gamma (dalla moda made in Italy alla cucina dello chef stellato). Le minori presenze di turisti russi ed asiatici sono state compensate dal ritorno massivo di clienti europei ed americani, con le medesime attitudini verso il lusso e il lifestyle.
 
Il buon cibo, in particolare, rappresenta la voce principale del budget che il turista medio spende quando si reca in Italia: oltre un terzo della cifra destinata alla vacanza è indirizzata al consumo di pasti in ristoranti, pizzeria, trattorie o agriturismi; rilevante anche lo street food, e l’acquisto di souvenir enogastronomici in tutti canali fisici, dai negozi gourmet alle botteghe tipiche, dai mercati rionali alle sagre, sino agli esercizi commerciali di stazioni ed aeroporti.
 
Dalla boutique al ristorante, il valore aggiunto di prodotti e servizi di altissimo profilo alimenta la filiera e l’indotto, generando business ed occupazione, sia stagionale sia strutturata. Sorridono dunque albergatori, ristoratori, operatori del comparto, frenati soltanto dalla difficoltà di reperire la manodopera richiesta, più o meno qualificata.
 
La qualità e l’ampiezza della gamma e degli scenari, dal balneare al montano, dall’arte alla cucina, premiano il nostro Paese, che riaccende i motori e rimette al centro il proprio oro e il proprio petrolio: un mix virtuoso di storia, bellezza, clima, paesaggio, stile.
 
 
Tratto da: Dentrocasa luglio 2023